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Informazioni sull'Accoglienza

 

" Si avvisano le famiglie che intendono aderire ai Progetti di accoglienza che il Progetto estivo viene chiuso indicativamente il 31 marzo ed il Progetto Invernale il 31 ottobre"
I bambini accolti provengon
o,prevalentemente, da orfanotrofi UCRAINI.

I motivi di tale scelta dipendono dall'intento dell'Associazione di favorire il più possibile bambini bisognosi che versano in condizioni particolarmente disagiate e che non avrebbero in alcun modo la possibilità di accedere a programmi di risanamento, se non su richiesta.

L'Associazione accoglie le domande di chi desidera ospitare un bambino abbandonato (condizione essenziale) offrendo alla famiglia la possibilità di continuare nel tempo il rapporto con lo stesso bambino, per un periodo da definirsi ( è auspicabile fino al compimento del 16° anno, momento in cui gli internati cessano di occuparsene).

Il periodo di ospitalità è di 90 giorni/anno, 60 giorni circa tra Luglio e Agosto e 30 giorni tra Dicembre e Gennaio, chi lo desidera potrà pertanto continuare ad ospitare il bambino secondo programmi da concordare.

Lo scopo principale, come si può comprendere, va ben oltre il solo risanamento fisico di questi bambini, ma riguarda anche, quello psicologico, poiché trovandosi essi nella situazione di abbandonati, non hanno molte possibilità di risalire la china.

Lo stato garantisce loro un ricovero e una minima istruzione, fino al 16° anno, dopodiché si trovano soli e la situazione non è delle migliori, non avendo questi ragazzi qualcosa in cui credere o sperare, che non sia la strada e la solitudine.

In pratica gli effetti deleteri prodotti dal disastro avvenuto quattordici anni or sono, non sono che la punta di un gigantesco iceberg che si mostra a poco a poco.

L'Associazione crede che un aiuto sia necessario e indispensabile per la sopravvivenza di tutti. Infatti questi bambini sono la testimonianza vivente di una tragedia dai cui effetti nessuno può dichiararsi esente. Le malattie causate dal disastro nucleare, si collegano ad altri incidenti simili, che accadono spesso e dai quali nessuna persona intelligente può credersi al sicuro.

Pertanto ospitare uno di questi bambini, oltre che a essere determinante per la sua salute, aiuta a non dimenticare un pericolo latente, che, pur essendo continuamente sotto i nostri occhi, noi non vediamo.

Dal punto di vista dell'impatto, l'Associazione si rifà all'esperienza di altri gruppi che hanno impostato la loro azione di volontariato in modo similare. Nel tempo si è visto che, se è pur vero che da un lato l'approccio delle famiglie con bambini abbandonati potrebbe presentare qualche problema di inserimento, dall'altro, il legame che viene stretto diventa molto importante e il bambino, se pure costretto a rientrare nel suo ambiente, conserva il ricordo della famiglia che lo ha ospitato, e questa diventa la sua famiglia, i suoi cari, qualcuno sul quale fare affidamento, qualcosa che dà una speranza a cui aggrapparsi, un punto fermo, un sostegno, un riferimento per il futuro.

E se il distacco può rivelarsi spiacevole, come si prevede che accada, c'è comunque la promessa di rivedersi, e questo è lo stimolo che può condurre ad un miglioramento della qualità della vita nel tempo in cui il bambino o ragazzo sta nell'internato. I problemi di carattere emotivo verranno comunque affrontati insieme, per chi lo desideri opportuno e il periodo di lontananza sarà colmato da contatti telefonici o epistolari. Pochi mesi passano in fretta e non sono nulla in confronto a un'esperienza così importante il cui scopo è tanto ambizioso!

Quindi alla luce di altre esperienze i nostri soci hanno potuto considerare l'importanza fondamentale che può costituire una continuità di rapporto, in contrapposizione ad un fugace periodo di ospitalità, che potrebbe verificarsi una volta sola nella vita del bambino, e dunque aleatorio si è deciso di lavorare sulla qualità dei risultati piuttosto che sulla quantità: è meglio lavorare su un numero minore di bambini nella quasi certezza di raggiungere un risultato che non su un numero elevato con possibilità pressoché nulle. Se ogni bambino sarà seguito personalmente, anche a distanza, da una famiglia avrà quasi sicuramente quel punto di riferimento che ha perso o che non ha mai avuto, proprio perché la sua vita non è costituita soltanto da quei trenta giorni trascorsi in Italia ma continua. E' appunto sulla base della continuità che il programma può dare il meglio, perché i bambini di oggi, domani saranno persone con la speranza di un futuro dignitoso.

Le famiglie interessate avranno un colloquio preliminare con uno dei responsabili del programma.