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Sant' ANTONIO ABATE

Sant’ANTONIO, abate
Protettore degli animali.
Visse tra il 251 e il 356. Grande asceta, visse per molti anni nel deserto egiziano.
Viene festeggiato il 17 gennaio.
In tutto il canavese vi è tradizione festeggiare S. Antonio abate, il santo protettore degli ani-
mali e degli agricoltori.
I festeggiamenti, che normalmente si svolgono verso fine gennaio, inizi di febbraio, durano
una settimana, nella quale si svolgono diverse manifestazione che culminano con la benedi-
zione dei carri e degli animali. In consueto pranzo apre i festeggiamenti, mentre una cena,
durante la quale vengono presentati il nuovo padrino, la madrina ed i priori per la manife-
stazione dell’anno successivo chiudono la manifestazione. Durante questa cena e relativa
lotteria, vengono consegnati dei fondi da destinati in beneficenza alle associazioni, comita-
ti o gruppi che si propongono di volta in volta.
La nostra Associazione ha presentato il progetto letti di Borzna, con il quale ha ottenuto uno
stanziamento di 3.000 euro.
Grazie a S. Antonio, grazie a Mario Vallone, il padrino, grazie anche al sindaco e all’assesso-
re che hanno sponsorizzato il nostro progetto.
Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore
dell'Egitto, intorno al 250, a vent'anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una
plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80
anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla
fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l'Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne
cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, sant'Atanasio, che con-
tribuì a farne conoscere l'esempio in tutta la Chiesa. Per due volte lasciò il suo romitaggio.
La  prima  per  confortare  i  cristiani  di  Alessandria  perseguitati  da  Massimino  Daia.  La
seconda,  su  invito  di  Atanasio,  per  esortarli  alla  fedeltà  verso  il  Concillio  di  Nicea.
Nell'iconografia è raffigurato circondato da donne procaci (simbolo delle tentazioni) o ani-
mali domestici (come il maiale), di cui è popolare protettore.